I° Parte: Gli sforzi del sistema capitalista draconiano alla terra e su chi ci abita!

Apro questo articolo con una canzone bellissima eccovela:

Ascoltando questo pezzo per aver bene in testa a cosa noi siamo e a chi vuole a tutti i costi una pangea di sudditi che solo per lavoro da schiavi e retribuzione da fame, vengono accettati, dopo decenni da schiavi, appunto!!!! Basta stato!!! Basta politiche globaliste!!!! Basta tutto quello che è in un certo modo modernità e tecnologia o per una ricerca  alla salvaguardia di tutti o di come questo gravi sulle nostre libertà individuali da esseri capienti di ciò. Sempre se lo si è!?

Questo articolo è il primo, ne seguiranno altri due dove spiegherò bene chi è l’essere umano e le sue grandi doti e potenzialità (che con sto sistema non se vede nemmeno la punta dell’icesberg) e scavando nella fossa dei leoni detta IOR, CLERO O CRISTIANITA’ vi dirò chi era Giovanni Paolo II (in minuscolo perchè è meglio).

Dopo quel che è successo a Parigi e specialmente la sfilata in mezzo alle persone (assolutamente smentito da fonti certe), dato che l’agenda della disinformazione mediatica in collaborazione con quella dei servizi segreti (mafia o cose simili che alla luce del sole non si sapranno mai), stanno continuando sempre su quella tecnica, quella sui fatti già successi, si veda New York e le torri gemelle e tanti altri, non menzionando la geo-ingegneria che sta prendendo il posto della guerra fatta con i carro armati e le bombe, ma non mi soffermo tanto su questo. In primis menziono il colossale inganno della moneta elettronica per i versamenti, i crediti, i debiti e ovviamente gli acquisti con aggiunta di voto che si è espresso in queste ore al parlamento europeo con esisti che vedrete voi qui di seguito!!!

BUONA LETTURA! 🙂

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Schermata 2015-01-12 alle 14.10.42 Immagine diffusa dai media italiani

Schermata 2015-01-12 alle 14.11.53 Immagine diffusa da twitter

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Il colossale inganno della moneta elettronica

By Edoardo Capuano – Posted on 14 gennaio 2015

Dopo che ho già illustrato per la prima volta pubblicamente  in una assemblea bancaria (CARIGE, 30 aprile 2014, mio  intervento notarizzato, vedi nota (1) il problema della  creazione monetaria da parte di una singola banca senza  che fosse correttamente contabilizzata da parte della  stessa, ben cinque mesi prima che venisse pubblicato  l’articolo fondamentale del Prof.

Werner sulla specifica questione della creazione monetaria arbitraria di una singola banca, nella rivista scientifica finanziaria più importante del mondo, mi trovo ancora a dover leggere, questa volta a firma del Prof. Zingales, delle assurdità del genere:

“La crisi economica ed ancor più la crisi del sistema bancario, cui è stato giustamente richiesto di ricapitalizzarsi, hanno ridotto l’ammontare di prestiti bancari e quindi indirettamente l’ammontare di moneta in circolazione.“ (2)

La frase corretta ovviamente sarebbe:

“La decisione unilaterale ed arbitraria del sistema bancario di ridurre l’ammontare dei prestiti bancari e quindi direttamente dell’ammontare di moneta in circolazione, hanno provocato surrettiziamente una crisi economica che viene utilizzata come scusa per giustificare una supposta “crisi del sistema bancario” che vedrebbe le banche obbligate a ricapitalizzarsi”.

Infatti, l’articolo di Werner ci chiarisce la questione attraverso un esempio empirico: ha preso un prestito di 200.000 euro presso una banca tedesca, l’ha versato su di un altro conto presso un’altra banca, per dimostrare che era denaro reale e spendibile, e poi subito dopo l’ha restituito.

La banca iniziale ha rinunciato a richiedere gli interessi per sponsorizzare la ricerca empirica. Il tutto è stato ripreso in video, passo per passo comprese le schermate a video della banca, dal cameraman della BBC Alastair Fee. La banca iniziale ha fornito tutte le causali su carta dei vari passi dell’operazione dimostrando che tale operazione si realizzava attraverso la creazione estemporanea di denaro dal nulla.

Non è dato sapere però se, per la parte dell’esperimento che riguarda la restituzione della somma prestata, l’economista si sia premurato di ritirare in contanti dalla seconda banca la cifra per poi ridepositarla sempre in contanti presso la prima banca ad estinzione del prestito. Perché dico questo ? Perché avrebbe fatto luce su una curiosa anomalia: alla eventuale restituzione in contanti del prestito effettuato in moneta elettronica, il cassiere della prima banca si sarebbe limitato ad estinguere la posizione del cliente aggiornando la contabilità MA NON AVREBBE DISTRUTTO IL CONTANTE APPENA INCASSATO ! Il che avrebbe dimostrato che la banca originaria, ancorché contabilmente a zero, avrebbe ora materialmente 200.000 euro in contanti IN PIU’, rispetto all’inizio dell’operazione, che non risulterebbero nelle scritture contabili!

Mentre questo ultimo esempio chiarirebbe come la banca guadagna nel caso del versamento in contanti, diventa meno facile da capire quando si tratta di versamento in moneta elettronica. Occorre sapere sostanzialmente che la banca incassa denaro da altre banche tramite un conto accentrato dal quale poi si desumono ulteriori scritture contabili, ma il denaro elettronico ricevuto rimane depositato e non viene effettuata nessuna operazione per “distruggerlo” semplicemente a causa del fatto che la banca, al momento in cui lo crea, non lo accredita subito a sé stessa prima di spenderlo ad esempio prestandolo!

Quindi, non avrebbe motivo né convenienza a distruggere un qualcosa che – ma solo contabilmente – già “non esiste”. Il risultato è che per tutto il denaro virtuale, oltreché per le banconote, non esisterebbe contabilmente un legittimo possessore originario poiché le banche se ne addebitano la spesa senza prima averne dichiarato contabilmente il possesso!

Quello che il Prof. Zingales ignora, come si evince dal prosieguo del suo fantasioso articolo, potrebbe costituire il corpo di un ponderoso volume che non può trovare spazio nel presente articolo. Ma i punti principali che intendo sottolineare sono:

A – Le banche creano singolarmente, arbitrariamente e senza limiti, se non seguendo un preciso diktat imposto dalle banche centrali che le minacciano attraverso possibili ritorsioni della vigilanza (“immoral suasion”), tutta la moneta elettronica di cui abbisognano per gli impieghi (acquisto di beni mobili e immobili nonché, perlopiù, prestiti) (3);

B – La BCE è sostanzialmente una società privata che fabbrica denaro sotto forma di banconote, in ambito SEBC, ma più massicciamente moneta elettronica attraverso la creazione di linee di credito ed attraverso fantasiose “operazioni di mercato aperto” con cui capitalizza aziende “amiche”;

C –  L’impegno della BCE nella frenetica creazione di denaro penalizza tutti i paesi dell’Eurozona indiscriminatamente poiché, attraverso l’erronea contabilizzazione dello stesso, il guadagno derivante dall’operazione non viene redistribuito alle Tesorerie dei paesi partecipanti: infatti la banca di Draghi pretende di contabilizzare come PASSIVITÀ la creazione di denaro quando già nel 2007 è stato precisato che tali passività sono del tutto fasulle (4);

D – Zingales ignora completamente la questione fondamentale del signoraggio e suggerisce addirittura, senza rendersene conto, di trasferirlo agli USA diventando una specie di tassa da colonizzazione occulta. Scrive infatti: “Se i tedeschi volessero venirci incontro, si potrebbero trovare soluzioni alternative. Un’economista americano, ad esempio, ha suggerito che invece di comprare titoli pubblici europei, la BCE compri titoli pubblici americani.” Secondo Zingales quindi, “avrebbe l’effetto di svalutare l’euro rispetto al dollaro”, mentre è evidente che avrebbe l’effetto semplicemente di rivalutare i titoli del debito statunitense.

Il problema di questi economisti, di cui Zingales rappresenta un tipico campione, è che credono ancora che le banche siano semplicemente intermediari finanziari, mentre era già universalmente noto fin dagli anni 1920 che le banche sono principalmente fabbriche di denaro dal nulla. La propaganda economista che segue alla seconda guerra mondiale e che non ci racconta dei fatti semplici, come del corretto processo di creazione del denaro e dell’errata applicazione degli standard contabili internazionali da parte delle banche stesse, perdura ancora al punto che si potrebbe dire che l’attuale crisi dell’euro è un falso problema se prima non si acclarano e risolvono le questioni che ne sono alla base.

Quindi, la questione della sopravvivenza stessa dell’euro non è il punto fondamentale, ma bensì fondamentali sono le regole che stanno alla base della creazione di moneta e dell’accredito dei mancati benefici derivanti agli stati, o allo stato, che tale moneta usano. Se non si affrontano alla base la questione della moneta e la questione bancaria, si rischia di proporre false soluzioni a falsi problemi continuando ad ingannare il pubblico e rimanendo nella Matrix orwelliana tanto cara ai sicari economici.

Non mancano gli autori italiani che si sono dedicati nell’ultimo decennio a cercare di illuminare il pubblico (vedi i testi di Galloni, Della Luna, Tamburro, Maggiore, Monaco, Forcheri, un folto gruppo facente capo alla Scuola Auritiana, solo per citarne alcuni).

Non sarebbe troppo chiedere che finalmente, per salvare quello che resta della loro reputazione, anche gli economisti di grido (e a contratto) cominciassero ad occuparsi della realtà reale prima ancora che lo faccia il popolo esasperato dalle continue vessazioni?

Note:

(1) CARIGE Verbale assemblea 30 aprile 2014, pagg. 44-47

Vedi anche: “Note per uno studio di settore sull’attività bancaria”, 16 maggio 2014.

Vedi pure: CARIGE: CONSOB contesta bilancio 2013, chiesto l’annullamento.

(2) “Mossa obbligata per salvare l’euro”, Luigi Zingales, L’Espresso, 31 dicembre 2014.

(3) La BCE ammette l’esistenza di moneta elettronica: quello che stupisce è che ne indica la quantità totale per l’eurozona in soli 5,4 miliardi di euro.

(4) “SEIGNIORAGE”, Willem H. Buiter, NBER Working Paper 12919, February 2007.

Autore: Marco Saba / Fonte: ilnord.it

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Questo è l’articolo intero degli oggetti in materia per far fronte questo scempio che l’Europa e gli USA vogliono attuare sul loro nemico primario la Russia

Salvo sorprese dell’ultimo minuto, tutti i sette gruppi del Parlamento Europeo voteranno oggi una mozione surreale con la quale (fra l’altro) l’Assemblea:

– “Condanna energicamente la politica aggressiva ed imperialista della Russia, che costituisce una minaccia per l’unità e l’indipendenza dell’Ucraina e rappresenta una minaccia potenziale per l’Unione Europea.” (punto 5);

“Richiede la continuazione dell’odierno regime sanzionatorio dell’Unione Europea in particolare in occasione dell’imminente incontro del Consiglio del marzo 2015, dal momento che la Russia non rispetta e manca di aderire pienamente alle obbligazioni assunte, e sollecita la Commissione ad individuare strumenti per aumentare la solidarietà degli stati membri in caso di cronicizzarsi della crisi con la Russia.” (punto 6);

“Ricorda che il 16 luglio il Consiglio dell’Unione Eurioea ha revocato l’embargo di armi nei confronti dell’Ucraina e che, conseguentemente, al momento non ci sono riserve, e nemmeno restrizioni legali, a che gli Stati Membri forniscano armi difensive all’Ucraina, il che potrebbe essere basato su un accordo di affitti e prestiti.” (punto 11);

– “Sottolinea che, fra i progetti energetici, la priorità deve essere assegnata a quelli che diversificano le forniture e accoglie con soddisfazione l’interruzione del progetto South Stream.” (punto 19);

“Richiede alla Commissione Europea ed al Commissario per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile di approntare una azione umanitaria consistente e da lungo tempo necessaria, senza valersi di organizzazioni intermediarie, sotto forma di “Convoglio Blu”, azione umanitaria che dovrà essere chiaramente contrassegnata come proveniente dall’Unione Europea.” (punto 20)

“Accoglie con soddisfazione la decisione del Governo Francese di sospendere la consegna delle portaelicotteri Mistral, e invita tutti gli Stati Membri ad adottare una linea simile a proposito delle esportazioni non oggetto del regime sanzionatorio deciso a livello europe, in particolare con riferimento alle armi ed ai materiali con doppio possibile utilizzo.”(punto 25)

In sostanza: una carrellata di masochismo (continuazione delle sanzioni e “soddisfazione” espressa per eventi, come l’annullamento del progetto “South Stream”, che rappresentano vere catastrofi per la prosperità continentale), patetico complesso di inferiorità (il primo “convoglio blu” in approntamento che dovrebbe scimmiottare i 12 “convogli bianchi” russi già consegnati alle popolazioni colpite), paranoia (la Russia “minaccia potenziale” per l’Unione Europea) e aggressività velleitaria (la vendita di armi). In una parola: russofobia allo stato puro. Una russofobia che pone il Parlamento Europeo in rotta di collisione con i propri rappresentati, visto che una propaganda martellante lunga un anno non è ancora valsa a convincere i cittadini europei che la guerra con il maggior alleato naturale dell’Unione sia una buona idea. 

 

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