Evoluzione!?Mi pare di no….

Lunedì 12 marzo 2012
– NIKOLA TESLA, il più grande genio dimenticato dalla storia – 

  • Vedi il libro “Tesla Lampo di genio

A cura di Marco Pizzuti
Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta dei raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione. Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’ energia senza limiti, che può essere incanalata [1]“ – Nikola Tesla
Così Nikola Tesla apre il primo capitolo della propria autobiografia, un volumetto polveroso fuori catalogo, comprato oltreoceano per pochi soldi in un negozio di libri usati. Sembrava proprio che questo libro fosse un “fondo di magazzino”, riguardante qualcuno poi non così importante.
Peccato però che a questo “qualcuno non così importante” si debbano molte invenzioni che ognuno di noi usa tutti i giorni nella vita quotidiana e quasi tutte le più grandi scoperte del XX secolo come ad esempio la prima grande centrale idroelettrica del mondo (cascate del Niagara), i sistemi elettrici polifase a corrente alternata della nostra rete elettrica, i motori a campo magnetico rotante dei nostri elettrodomestici, il tubo catodico dei vecchi televisori, il tachimetro/contachilometri delle automobili, le lampade a vuoto luminescenti (neon) degli uffici, le porte logiche dei pc, il radar per il controllo del traffico aereo o indispensabili strumenti di comunicazione moderna come la radio [2]. Ed infatti anche se i libri di scuola, le istituzioni e i mass-media celebrano ancora solennemente il nostro Guglielmo Marconi come l’inventore del telegrafo senza fili (il nome della radio di allora) esiste una sentenza della Corte Suprema USA che ha riconosciuto la vera paternità della radio a Nikola Tesla [3]. Ciononostante, tutte le più grandi enciclopedie continuano a liquidare la sua vita e le sue opere nelle poche righe di un trafiletto dove troviamo citato il suo nome esclusivamente come unità di misura dell’induzione elettromagnetica. Una volta conosciute la sua storia però non si può non provare un grande senso di gratitudine nei suoi confronti e non ci si può non interrogare sul come un genio così eccelso possa essere stato completamente dimenticato. Di tanto in tanto però, lo scomodo nome di Tesla riemerge dall’oblio come ha fatto nel 2007 quando i ricercatori del MIT (Massachussets Institute of Tecnology) hanno annunciato al mondo di essere riusciti a trasmettere energia elettrica senza fili utilizzando i principi di risonanza scoperti dallo scienziato serbo più di un secolo prima!

Dall’anonimato al sodalizio con Edison – Nikola Tesla era di nazionalità serba ma nacque nella cittadina croata di Smilijan nella notte fra il 9 e il 10 luglio del 1856. Suo padre Milutin era un sacerdote ortodosso mentre sua madre, Duka Mandic, pur non essendo una donna istruita (non aveva frequentato la scuola per accudire i propri fratelli e le proprie sorelle minori dopo la malattia che aveva reso cieca la madre) era dotata di una memoria e di una capacità d’inventiva davvero prodigiosa. Tesla per sua fortuna ereditò entrambe le qualità dei suoi genitori, il rigore morale del padre e le eccezionali doti intellettuali della madre, una donna che come lui stesso amava ricordare aveva brevettato un modo per estrarre dalle fibre vegetali il filo che poi utilizzava nei lavori di ricamo [4]. Tesla dal canto suo, venne attratto dalla scienza e dalla tecnica già all’età di 4 anni, quando strofinando la mano sul pelo del suo gatto domestico vide il formarsi di alcune scintille, un comune effetto elettrostatico che lo incuriosì a tal punto da lanciarlo alla scoperta dei fenomeni elettrici per il resto della vita. Così dopo aver terminato gli studi di fisica e di matematica al Politecnico austriaco di Graz [5] (contemporaneamente aveva iniziato a studiare filosofia all’Università di Praga), continuò a studiare e a lavorare tra le 20 e le 22 ore al giorno per dedicarsi alla sperimentazione. All’età di diciassette anni si accorse di possedere una capacità di concentrazione mentale così straordinaria da riuscire a vedere “materialmente” davanti a sé tutto ciò che immaginava senza poter più distinguere il mondo reale da quello virtuale. Appena divenne ingegnere utilizzò questa facoltà per passare dall’intuizione all’invenzione perfetta in ogni minimo dettaglio direttamente nella sua mente matematica senza avere alcun bisogno di prototipi reali. Alcune fonti affermano inoltre che Nikola Tesla, per sua stessa ammissione, era un ingegnere ed un fisico visionario che riceveva le intuizioni da un profondo stato di astrazione mentale [6]. Molti anni dopo, nel 1899, mentre stava conducendo esperimenti nel suo laboratorio di Colorado Springs, ricevette un segnale radio che si ripeté continuamente. In tale occasione affermò pubblicamente di avere captato un messaggio radio proveniente dallo spazio ma venne ridicolizzato dal mondo accademico. Oggi però sappiamo che esistono effettivamente dei “rumori di fondo” che vagano all’interno della nostra galassia e che alcuni di essi possono essere realmente scambiati (vista la loro ripetitività) per messaggi intelligenti. E nonostante lo scetticismo dell’epoca è sempre a Tesla che dobbiamo la prima scoperta delle onde radio provenienti dal cosmo [7].

Nikola Tesla si dedicò anima e corpo allo sviluppo di motori elettrici e di impianti di illuminazione che potessero sfruttare i principi della corrente alternata. E così, nel 1881, mentre lavora come disegnatore e progettista all’Engineering Department del Central Telegraph Office, iniziò ad elaborare il concetto della rotazione del campo elettromagnetico che in seguito rese utilizzabile la corrente elettrica alternata. L’anno successivo si trasferì a Parigi per lavorare alla Continental Edison Company e nel 1883 realizzò il primo motore a induzione di corrente alternata della storia [8]. E fu proprio durante la fase di progettazione e di costruzione di quest’ultimo che lasciò senza fiato tutti i colleghi e gli operai che ebbero modo di assistere in prima persona al suo straordinario, quanto inusuale metodo di lavoro. Un modus-operandi che è risultato semplicemente impossibile per qualunque altro scienziato a lui precedente, postumo o contemporaneo. E ciò in quanto, come anzidetto, non gli era necessario passare attraverso la fase dei prototipi [9], le invenzioni venivano rielaborate esclusivamente nella sua mente fino a quando non raggiungevano la perfezione. Così una volta terminata la fase della ideazione disegnava il progetto che poi passava direttamente alle catene di montaggio [10]. Nel 1884, il giovane Tesla si imbarcò alla volta degli Stati Uniti per entrare a lavorare nel team dell’inventore più ricco e celebrato di allora, Thomas Alva Edison. La sua speranza era quella di ricevere i mezzi finanziari e le strutture per continuare la sperimentazione e realizzare così tutte le sue invenzioni. Aveva con se solo una lettera di presentazione che sbalordì persino Edison. A scriverla fu il migliore ingegnere di Edison alla Continental Edison Company di Parigi e recitava quanto segue:
Nella mia vita ho conosciuto solo due grandi uomini, uno è lei Mr. Edison e l’altro ce lo ha di fronte.”
Edison allora, incuriosito ma allo stesso tempo irritato per essere stato messo sullo stesso piano di uno sconosciuto e squattrinato ingegnere appena immigrato, concesse immediatamente udienza a Tesla affinché gli esponesse i concetti della sua scoperta relativa alla corrente alternata. Ma quando comprese meglio di cosa si trattava affermò che una simile tecnologia non avrebbe mai potuto funzionare. In questo modo cercò di proteggere il futuro del suo giro d’affari legato ai diritti sui brevetti a corrente continua [11], ovvero il tipo di elettricità che oggi utilizziamo quasi esclusivamente per le batterie. Lo scienziato serbo tuttavia non si perse d’animo e accettò comunque di lavorare duramente per Edison nell’esecuzione di altri progetti poiché aveva un assoluto bisogno di danaro. A fronte degli impegni lavorativi assunti per la modifica dei generatori di corrente continua, Edison promise a Tesla un compenso di ben 50,000 $ con una semplice stretta di mano tra “gentiluomini”. Ma non appena quest’ultimo terminò il compito affidatogli si vide rifiutare il credito maturato sulla base del fatto che non aveva stipulato alcun contratto scritto. Edison infatti liquidò Tesla con la celebre frase: “Mr. Tesla, voi non capite il nostro humour americano!”.
La guerra delle correnti – Dopo il “divorzio” da Edison Tesla fu costretto a lavorare per circa un anno come manovale in una ditta di scavatori. Nel maggio del 1885 però, il magnate di Pittsburgh George Westinghouse acquistò tutti i suoi brevetti sui motori a corrente alternata fondando la Westinghouse Electric Company ed iniziò la famosa guerra delle correnti contro Edison. Il confronto commerciale terminò con la vittoria di Westinghouse ma i costi economici che quest’ultimo dovette sopportare furono enormi. Inoltre Westinghouse doveva dei compensi altissimi proprio a Tesla e se li avesse pagati sarebbe finito in bancarotta. Tesla allora si recò in soccorso di Westinghouse affermando: “I benefici che deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr. Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le mie invenzioni. Qui c’è il vostro contratto e qui c’è il mio, li strappo a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties” [13]. Un episodio da cui traspare quanto Tesla sia sempre stato coerente con sé stesso. Egli infatti aveva sempre affermato che lo scopo ultimo della scienza fosse il miglioramento delle condizioni dell’umanità e quindi non esitò a sacrificare se stesso per il bene comune. Grazie a questo gesto, Westinghouse rimase nel mondo del business e poté continuare a produrre i dispositivi a corrente alternata inventati da Tesla. Schivo dal successo personale ed egoistico, egli era felice di trasmettere il proprio successo agli altri. E fu proprio la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica alternata a condurre poi l’umanità nella c.d. epoca moderna. Ciò in quanto la corrente continua di Edison oltre ad offrire prestazioni minori a costi molto più elevati non poteva essere distribuita oltre i 3 km di distanza a causa della forte resistenza elettrica che sviluppa sui cavi conduttori (Legge di Ohm). Tesla impiegò ogni centesimo guadagnato per reinvestire in sperimentazione e ricerca inventando tra le molte cose, la bobina a circuito risonante, ovvero un trasformatore ad alto voltaggio che divenne poi uno strumento indispensabile per la fornitura della corrente alternata sulle lunghe distanze [12]. Per Tesla insomma il vero successo personale era poter condividere le proprie scoperte con gli altri, ovvero contribuire attivamente al progresso dell’umanità intera. Sugli scopi che il vero uomo di scienza dovrebbe conseguire, egli affermò infatti: “L’uomo di scienza non mira ad un risultato immediato. Egli non si aspetta che idee avanzate siano immediatamente accettate. (…) Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare loro la strada” [14]. Tesla inoltre sosteneva di avere scoperto come imbrigliare l’etere, ovvero una fonte inesauribile e gratuita di energia che permea tutte le cose compreso lo spazio vuoto [15]. Per tali affermazioni venne definito folle dal resto del mondo accademico ma in epoca moderna tale forma di energia è stata riscoperta sotto il nome di energia del vuoto quantistico [16] e misurata sperimentalmente con l’effetto Casimir [17].
La trasmissione di energia senza fili – Nel maggio del 1899, Tesla si recò a Colorado Springs dove istallò un nuovo laboratorio per effettuare una serie di esperimenti tra cui valutare la possibilità di trasmettere energia attraverso i media naturali come la terra, l’acqua e l’atmosfera. Egli riteneva infatti praticabile trasmettere energia elettrica a località lontane senza la necessità di ricorrere ai fili conduttori. Aveva cioè scoperto che la Terra a determinati voltaggi e frequenze si comporta come un ottimo conduttore di energia elettrica. Inoltre, dall’osservazione diretta dei rovesci temporaleschi aveva notato un fenomeno insolito, i suoi sensibili oscillatori, non captavano tutte le scariche elettriche dei fulmini. Indagando sulle ragioni di un tale comportamento anomalo dei suoi ricevitori scoprì le proprietà nascoste delle onde stazionarie [18], le quali, a suo parere potevano essere utilizzate per trasportare energia elettrica senza alcuna apprezzabile dispersione su tutto il globo [19]. Sfruttando queste conoscenze, riprodusse artificialmente le scosse delle folgori con la sua bobina da cento milioni di volts [20] per creare onde stazionarie nel terreno riuscendo a trasmettere 10.000 watts di potenza a circa 40 km di distanza [21].Tesla però sapeva che tale tecnologia non sarebbe mai stata accettata dai suoi finanziatori che lucravano anche sulla costruzione dei tradizionali elettrodotti poichè ne avrebbe ridotto i costi di distribuzione dell’energia elettrica a zero! A ciò va aggiunto il fatto che chiunque avrebbe potuto ricevere energia gratuitamente semplicemente piantando un’ antenna nel giardino senza che fosse possibile misurare e far pagare l’elettricità così assorbita. Per queste ragioni in seguito Tesla cercò di mantenere l’assoluto riserbo sui veri scopi che intendeva realizzare. Egli sosteneva inoltre che la zona dell’atmosfera terrestre posta a 80 Km dal suolo, detta ionosfera, era fortemente conduttrice e che quindi anch’essa poteva essere sfruttata per trasportare energia elettrica su tutto il globo. Rimaneva però il problema tecnico di come inviare energia elettrica ad una tale altitudine e quindi tale sistema si rivelò essere la via più costosa e meno praticabile rispetto a quello di terra [22].

L’interno del laboratorio a Pikes Peak, Colorado. I lampi che si vedono sono generati dalla bobina Tesla.
Ritornato a New York, Tesla scrisse un articolo dal tono futuristico sul Century Magazine in cui affermò di poter costruire un “sistema mondiale di trasmissioni senza fili” utile per comunicare telefonicamente, inviare notizie, musica, andamento dei titoli azionari, informazioni di carattere militare o privato. L’articolo catturò l’attenzione di J. P. Morgan, un grande banchiere d’affari che gli offrì un finanziamento iniziale di 150,000 $, in cambio del 51% delle azioni sul progetto.

Nel 1901 Tesla si mise alla costruzione del suo nuovo sistema di trasmissione mondiale vicino alle scogliere di Wanderclyffe, nel Long Island dello stato di New York. Si trattava dello sviluppo e del perfezionamento dell’impianto di trasmissione già da lui utilizzato a Colorado Springs ed era caratterizzato da una struttura portante interamente in legno con una enorme cupola metallica toroidale sul vertice. Ma per quanto la Wardenclyffe Tower fosse perfettamente idonea a svolgere molte funzioni, lo scopo che primariamente Tesla voleva raggiungere con la sua costruzione era la trasmissione di elettricità senza fili in tutto il globo, un obiettivo che lo scienziato si guardò bene dal rivelare al suo finanziatore [23]. Il 12 dicembre dello stesso anno però il mondo fu sconvolto da una notizia sensazionale: Guglielmo Marconi aveva trasmesso la lettera “S” oltreoceano da una località in Cornovaglia fino a Newfoundland, in America [24]. Pochi infatti sapevano che l’inventore italiano aveva utilizzato ben 17 dei suoi brevetti per ottenere quel risultato e così Tesla fu costretto ad iniziare una battaglia legale contro Marconi [25]. Ma quando qualche tempo dopo Tesla dichiarò ai giornali di potere illuminare tutta la città di Parigi con il suo trasmettitore di Wardenclyffe, Morgan scoprì che il vero scopo di Tesla era quello di trasmettere gratuitamente energia elettrica senza fili e quindi ritirò immediatamente il suo appoggio finanziario al progetto dicendo allo scienziato che avrebbe fatto molto meglio a realizzare un impianto come quello di Marconi.

La Wardenclyffe Tower – Il super banchiere infatti aveva chiesto a Tesla solo di sviluppare un sistema di comunicazione avanzato su cui poter lucrare e non certo una tecnologia che andasse contro i suoi stessi interessi di profitto. Di conseguenza, dietro la pressione dei poteri forti, Tesla venne prima fermato ad un passo dal completamento del sistema mondiale, poi isolato da tutto il resto del Ghota finanziario (non trovò più nessuno disposto a fargli credito) e infine dimenticato da media e istituzioni insieme alle sue scoperte scomode. Dal momento della storica rottura con Morgan, Guglielmo Marconi fu elevato a nuova “star” internazionale delle radiocomunicazioni. 

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Playlist:
I SEGRETI PERDUTI DI NIKOLA TESLA (sub-ita)

Tesla invece sprofondò in un mare di debiti mentre i mass-media si accanirono contro di lui dipingendolo come un folle agli occhi del pubblico. Ciononostante una sentenza della Corte Suprema americana del giugno 1943 (caso 369, 21 Giugno 1943) sta ancora aspettando che il premio Nobel della radio venga restituito al suo vero ideatore, Nikola Tesla (U.S. patents #645,76 e #649,621) [26]. Tesla diede il proprio contributo anche all’invenzione del radar e di tutte le altre tecnologie moderne che sfruttano i principi di risonanza come gli strumenti medici diagnostici più avanzati (ad es. la T.A.C. e la risonanza magnetico nucleare). www.nocensura.com
Il rifiuto dei Nobel – Ancora nel 1912, Tesla godeva ancora di una discreta fama mondiale e venne persino candidato al Premio Nobel per la Fisica ma lo rifiutò per non averlo ricevuto nel 1909 al posto dell’italiano [27]. Nel 1915, Tesla rifiutò di nuovo il premio Nobel per essere venuto a conoscenza del fatto che avrebbe dovuto condividerlo con Edison. Entrambi quindi non ricevettero tale onorificenza [28]. E per Ironia della sorte nel 1917 gli venne attribuita una onorificenza intitolata, guarda caso, a Edison, la Edison Medal, che questa volta accettò suo malgrado come ultimo disperato tentativo per evitare l’oblio.
Un modello per gli uomini di scienza – Tesla si mostrò sempre schivo e distaccato sia dalle ricchezze materiali che dal successo personale ponendosi così come modello ideale per tutti i veri uomini di scienza. Fino agli ultimi anni di vita rimase convinto di poter ancora offrire il suo contributo al progresso e sperava ancora nell’aiuto di un finanziatore che non arrivò mai. Non ci sono notizie precise relative alla data della sua scomparsa ma si suppone che sia morto il 7 gennaio 1943, all’età di 86 anni. Tesla viveva solo, in una stanza d’albergo e quindi il suo corpo senza vita venne trovato circa 24 ore dopo il decesso. Più di 2000 persone presenziarono al suo funerale a Manhattan, comprese personalità politiche eccellenti e personaggi noti dell’alta società.
La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’ umanità”. www.nocensura.com

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Nikola Tesla
Store Micro Librarsi – Ultima versione di Massimo Teodorani

RIFERIMENTI: www.nocensura.com
1 – Affermazione con cui Nikola Tesla apre la propria autobiografia, reperibile su Internet all’indirizzo: http://www.amasci.com/tesla/biog.txt.
2 – Massimo Teodorani (astrofisico del CNR), Nikola Tesla, Lampo di genio, Macroedizioni, 2005 – Per una rassegna completa dei brevetti e delle scoperte di Tesla, si può consultare il volume di stampo autobiografico The fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimites Press, 1993, Kempton, Illinois, USA.
3- http://www.radiomarconi.com/marconi/popov/sentenza.html
4 – Autobiografia citata, pp.3-4
5 – http://www.yale.edu/scimag/Archives/Vol71/Tesla.html
6 – Robert Lomas, Nikola Tesla, l’uomo che ha inventato il XX secolo, Newton & Compton, 2000.
7 – http://www.pbs.org/teslla/ll/ll_colspr.html .
8 – Vedi siti biografici http:// www.yale.edu/scimag/Archives/Vol71/Tesla.html , p3, http:// www. frank.germano.com/nikolatesla.html, p. 1
9 – Robert Lomas, op.cit..
10 – Massimo Teodorani, op cit..
11 – Michael Pupin, From Immigrant to Inventor, Charles Scribner’s Sons, NY, pages 285-286.
12 – http://www.frank.germano.com/nikolatesla.htm, p 3.
13 – Vedi O’ Neill, Prodigal Genius: the Life of Nikola Tesla, Brotherhood of Life Inc,1996, Al buquerque, NM. L’indice dei capitoli di questa biografia è disponibile on line sul sito: http://www.geocities.com/Area51/Shadowlands/9654/tesla/prodigal.html. Cliccando sui link che portano ai titoli dei capitoli si possono leggere i singoli capitoli della biografia. L’episodio citato si trova nel paragrafo 5 del I capitolo, reperibile all’indirizzo: http://www.brotherhoodoflife.com/ProgenPart1.html
14 – Citazioni da: http://www.crystalinks.com/tesla.html, pp 4-6.
15 – http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_del_vuoto
16 – http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Casimir
17 – http://www.storiainrete.com/enigmi/tesla/tesla.htm. Vedi anche articolo di Tresoldi, Campo tachionico e radioestesia: ipotesi di identificazione della portante radiestesica, nel libro di Galliani, Campo Tachionico, Tecniche Nuove, 1999 pp 105-106.
18 – http://it.wikipedia.org/wiki/Onda_stazionaria
19 – Robert Lomas, op. cit..
20 – Ibidem
21 – Massimo Teodorani, op. cit.
22 – http://www.pbs.org7tesla/ll/ll_colspr.html,
23 – http://www.frank.germano.com/nikolatesla.html, http://www.concentric.net/ Jwwagner/ntes-p2.html, http://members.tripod.com/RandyHiatt/teslapage2.html.
24 – http://www.alpcom.it/hamradio/radio2.html
25 – http://www.frank.germano.com/nikolatesla.html, p 2, http://www.crystalinks.com/tesla.html.
26 – http://www.members.tripod.com/RandyHiatt/teslapage2.html, p. 3.
27 – Robert Lomas, op. cit.. – http://www.frank.germano.com/nikolatesla.html, p 4.
28 – Ibidem

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Niente Estate: hanno vinto i mondialisti sessantottini

Se ancora appartenete a quella sfilza di dementi che sostengono l’impossibilità da parte dell’uomo (vedi militari) d’interferire sulle condizioni climatiche, allora vi meritate questo ed altro ancora.
Se i mondialisti si sono potuti spingere sino al punto da poter determinare quanto sole ci tocchi al mese e come somministrarcelo, gran parte della responsabilità è dei popoli ignoranti. Ed ora mi spiego per benino.
Ancora oggi capita di poter incontrare soggetti nati negli anni Quaranta e Cinquanta i quali e le quali non fanno che riempirsi la bocca col loro “sessantotto”. Lo osannano perché oggi, da vecchi, non avendo costruito un bel nulla oltre a montagne di retorica d’accatto nel corso di cinquant’anni, sono rimasti gl’ignorantoni che erano allora. Tutt’ora si piccano di aver rivoluzionato il Pianeta, ed invece, allo stato dei fatti, non hanno concluso nulla. Ma de che, si esclama dalle mie parti!!! Col loro comportamento irresponsabile si sono resi complici di quel potere delle lobbies che ha potuto proliferare indisturbatamente, andandosi ad affermare e consolidare in quel preciso momento storico, mentre c’era chi, ritenendosi più furbo di tutti, parlava di fiori nei cannoni, alludendo alle canne rollate e fumate. Faccio presente che la Trilateral Commission fu fondata nel 1973 in piena guerra del Vietnam, mentre in tutto il mondo occidentale masse intere di “giovani sessantottini” si facevano di LSD ed eroina. E nessuno ne parla semplicemente perché i giornalisti di oggi sono i sessantottini di ieri come la classe dei docenti universitari – sia chiaro. A loro secca tremendamente dover prendere atto della realtà: sono degli emeriti falliti. Non hanno spiegato nulla al genere umano. Hanno fallito su tutto il fronte. Non ci hanno fornito alcuno strumento d’indagine ed oggi, per codardia, non fanno altro che insistere su quella linea patetica. uno spettacolino indegno.
È invece la parte sana della gioventù degli anni Duemila, quella che sta rivoluzionando davvero il sistema. Sono i personaggi che si muovono nel sottobosco internettiano quelli che stanno facendo opera di divulgazione scientifica. E lo stanno facendo senza manifestare in piazze gremite di idioti indottrinati. Lo fanno studiando da mattina a sera, intercettando quelle poche cellule sane che non hanno alcuna intenzione di omologarsi. Ed è grazie all’opera di questi giovani del Duemila che possiamo adesso comprendere che esistono sistemi di derivazione militare capaci di inondare il cielo di onde radio capaci di stravolgere le condizioni climatiche, far impazzire gli uccelli che muoiono a migliaia, far arenare cetacei sulle spiagge e generare tifoni nel bacino mediterraneo. Guarda caso un bacino che per natura non è mai stato teatro di tifoni o cicloni per via delle temperature delle acque che ne impedirebbero la formazione, ma ora come ora, le spiegazioni scientifiche di un tempo non possono fare presa perché le tecniche di manipolazione esistono eccome. La nostra Sicilia, sappiatelo, ospita una delle 4 stazioni MUOS presenti sul pianeta Terra. Le altre 3 sono ubicate in luoghi disabitati dall’uomo. Ma non si sa bene per quale stramaledetta ragione in Sicilia c’è. Ed i casi di tumore stanno crescendo a dismisura. Né più né meno come crescono a dismisura a Taranto e a Caserta. Tutti luoghi inquinati, per una ragione o per un’altra. L’Italia, dal 1943 colonia americana, è disseminata di basi NATO. Ma la domanda è: se le basi NATO vennero istituite per proteggerci dalla minaccia comunista dell’URSS, oggi che il muro di Berlino non esiste più, da che diamine ci dovrebbero proteggere? La risposta è che non servono a nessuna protezione. Ma servono da basi controllo. Punto e basta. Hanno avuto la sfacciataggine di violare i nostri cieli, abbattere i nostri aerei civili (Ustica 1980) senza che nessuno potesse rivendicare la nostra sovranità. L’unico che osò tanto si chiamava Bettino Craxi; e pure i sassi sanno che fine abbia fatto. Ma in pochissimi sanno che quella fine fu il prezzo che dovette pagare per aver sgrullato come zerbini gli USA di Ronald Regan il quale voleva fare lo sceriffo a casa nostra sulla questione di Sigonella… i presidenti USA hanno tutti questo vizietto di fare i boss a casa degli altri…
L’estate 2014 passerà alla storia, credetemi. Un’estate senza sole è un dramma: la luce delle giornate lunghe serve a penetrare a fondo nelle nostre orbite oculari e permettere alle retine di fissare elementi necessari a dire al cervello di produrre sostanze antidepressive. Togliendoci il sole ci deprimiamo. E lorsignori lo sanno. Per questo ci stanno attaccando coi cieli coperti. Sappiate che nel mondo è la regione scandinava quella col maggior numero di suicidi per depressione. Ed il motivo è sempre lo stesso: mancanza di luce!
Sapete perché vogliono toglierci la luce solare proprio oggi, 2014? Perché ad Ottobre verrà varata una serie di piani economico-finanziari devastante che colpirà tutte le fasce (pensionati, studenti, casalinghe, badanti…) ma non i ladri ed i capitalisti coi conti all’estero. No, quelli non li sfiora nessuno, tranquilli. E sarà necessario far ingoiare questa merda ad un popolo depresso piuttosto che ad un popolo di gente sveglia arzilla e briosa. Invece siamo tutti giù di morale per mancanza di relax. Le nostre agognate ferie le abbiamo trascorse sotto alla pioggia a domandarci “ma quando smette”? Non smette. Ce la dobbiamo tenere così, perché così hanno stabilito i maiali mondialisti. Dobbiamo tornare al posto di lavoro più depressi di come lo abbiamo lasciato. E guarda caso tutto in concomitanza delle “riforme” di un governo composto da elementi giudicati incostituzionali dalla Consulta medesima. Un manipolo di cortigiani della TROIKA.
In conclusione: i nostri cieli sono sempre più solcati da scie chimiche e piovo ragnatele dal cielo che depositandosi sui campi ne immiseriscono il Ph rendendo indispensabile l’utilizzo di concimi chimici creati ad hoc dalle stesse ditte che producono le “ragnatele volanti”.
E chi osa parlarne, finisce male. Come male sono finiti i fratelli Marcianò i quali sono stati fatti oggetto di attentati, minacce ed attacchi di varia natura.
Il mare, l’aria, l’acqua ed il cibo, sono inquinati. L’estate sembra autunno, in autunno fa caldo, a natale si esce in maglietta. Ci stiamo avvicinando ad un modello di stagione unica, senza variazioni di sorta. Il Mediterraneo e la cultura mediterranea hanno da sempre reso notti insonni ai porci nordeuropei di stampo groziano. Ci indicano come gente del terzo mondo. Invidiano le nostre coste, il nostro cibo, la nostra storia, la nostra arte, la nostra tradizione cattolica e la nostra proverbiale ospitalità. Ci vogliono vedere distrutti. Ci vogliono eliminare.
Ebbene, noi abbiamo il dovere di proteggerci. Ed abbiamo il dovere di conoscere per non cadere nel loro squallido tranello.
Quando a Settembre riprenderanno il via le trasmissioni di indottrinamento politico, spegniamo il TV. Quello che dobbiamo sapere si trova qui, nella rete. Luogo dei giovani competenti e di una ristretta fascia di leoni anziani che sono dalla nostra.

Andrea Signini

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La Sicilia rischia di diventare un gigantesco forno a microonde
Scritto da: Giuseppe Notaro 20 luglio 2014

“Il Muos si snoda con un raggio di 170 Km. per tutta la Sicilia: non è solo un problema di Niscemi.” Così esordisce all’inizio della nostra chiacchierata Guglielmo Panebianco attivista niscemese “No Muos” autore del documentario “MUOSTORY” , proiettato nel corso di una iniziativa tenutasi a Siracusa questo fine settimana promossa da alcuni cittadini attivi siracusani. Il M.U.O.S. (Mobile User Objective System) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense(US Navy), composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, una delle quali a Niscemi (CL), dotate di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Verrà utilizzato per il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo terrestre, soprattutto i droni, gli aerei senza pilota prossimamente dislocati anche a Sigonella (CT).
Panebianco così inquadra il periodo storico che favorì l’installazione di questo apparato militare americano:” Ci sono 43 antenne a Niscemi che sono attive dal 1991, in un territorio alla mercé dei signorotti mafiosi, dal momento che la base nacque in un periodo quando il consiglio comunale niscemese venne sciolto per mafia”. Guardando la carta geografica della copertura radio del Muos verrebbe ad essere interessata buona parte della Sicilia, tranne le province di Trapani e Messina “aggiungo anche una parte della provincia di Palermo, – precisa Panebianco – comunque tutta la Sicilia verrebbe colpita dall’inquinamento elettromagnetico. Tutto questo è accertato da Arpa Sicilia(Agenzia regionale protezione ambiente, ndr.), che ha registrato nei suoi rilievi il superamento dei 6 Volt/metro da parte del sistema di antenne esistenti. Le misurazioni realizzate da Arpa attestano un livello di 9-11 Volt/metro, quando la normativa nazionale impone che il limite debba essere di 6 Volt/metro.”
In buona sostanza, Panebianco ci dice che rischiamo di essere tutti oggetto delle radiazioni di un grande forno a microonde, con le conseguenze che è facile immaginare, qualche esempio come si può leggere dalla letteratura scientifica in materia: effetti biologici su esseri umani, flora e fauna in un territorio non limitato alla sola cittadina di Niscemi. Effetti sanitari dovuti alla prolungata esposizione a campi elettromagnetici di tale intensità potrebbero essere, per citarne alcuni, insorgenza di tumori, leucemia, cataratta, riduzione della fertilità, con maggior rischio per i tessuti poco vascolarizzati (più sensibili agli effetti termici). I soggetti maggiormente esposti sarebbero i bambini e gli anziani. Tutto questo non solo nella zona della Sughereta e di Bosco di Santo Pietro, ma nell’intera nostra regione. Immaginiamo che sia stato possibile in qualche modo avere un incontro con le autorità americane. Panebianco ci risponde così: “abbiamo avuto un colloquio con il precedente console americano Moore nel marzo 2013, il quale ci spiegò che loro erano molto più propensi a dare delle compensazioni al territorio, noncuranti del fatto che comunque, i comitati, i movimenti, i cittadini della zona e del territorio, erano e sono pronti a difenderlo perché è una battaglia che colpisce tutta la Sicilia. In merito a questo aspetto, il console americano ci ha rassicurato con una superficialità disarmante, come se dovessimo ancora accettare quell’occupazione del territorio dopo 70 anni, perché loro si sentono ancora come i liberatori che portano benessere. Penso che i tempi siano maturi per il popolo siciliano per comprendere che questo non è vero, non è più così, non lo è mai stato; anche negli anni ’40 nel periodo dello sbarco, gli alleati hanno distrutto la costa del Siracusano, di Gela, attraverso bombardamenti che spesso finivano in mare oppure colpivano persone indifese. La cosa triste è che sembra quasi uno scenario iracheno: il ‘43 siciliano è l’Iraq dei giorni nostri. Gli americani continuano a fare il comodo loro sfruttando la sudditanza della nostra politica siciliana, che non riesce a fare in modo che il proprio territorio venga rispettato e che i propri cittadini, vengano tutelati dalle varie forme di inquinamento.” A proposito della politica di casa nostra, la nostra impressione è che il presidente Crocetta si trovi in una situazione non troppo chiara. “Il presidente Crocetta, viene definito storicamente da chi lo conosce come un voltagabbana: fa fughe in avanti per poi rimangiarsi tutto quello che ha fatto in precedenza. Ha promosso la revoca della revoca, che è un atto dal punto di vista amministrativo inesistente, perché non puoi revocare una cosa che già è revocata; la cosa disarmante è che tutti gli altri politici seguono questa forma di sudditanza nei confronti dell’imposizione del partito unico: non si parla solo di politica, ma anche di poteri occulti, di massoneria, di mafia: quando determinate persone che sono a capo dei governi, vengono sponsorizzate dalle consorterie mafiose più variegate e da massonerie svariate, ovvio che chi governa debba seguire un copione che viene indicato da chi comanda, dal governo ombra. La cosa triste che disarma è il fatto che un presidente della Regione, che guardando al dato elettorale vince con il 47% degli aventi diritto al voto, prendendo circa il 30%, quindi, governa più o meno con il consenso di un siciliano su dieci che gli ha dato il voto: di conseguenza, non è legittimato minimamente a prendere decisioni su questa vicenda. Ritengo che la questione Muos, si possa risolvere semplicemente portando i siciliani ad un referendum dove essi stessi possano decidere veramente quello che vogliono fare del loro territorio.” Vediamo allora quali saranno le prossime iniziative del movimento “No Muos” per i prossimi giorni e mesi. “Oltre all’intervento al ricorso che promosse il comune di Niscemi nel 2011 sotto la pressione costante del nascente all’epoca movimento “No Muos”, abbiamo impugnato la revoca della revoca del presidente Crocetta, a nome del movimento “No Muos” Sicilia; abbiamo anche preparato un esposto contro l’ultimo regalo del governo Lombardo agli americani, il decreto Aricò: il quale non vincola più il limite dei 6 Volt/metro nei siti terapeutici, diagnostici e militari. In difformità alla legge quadro nazionale n. 36 del 2001, che sancisce il limite di 6 Volt/metro, il quale non può essere superato solo nel campo diagnostico e terapeutico: si fa quindi un regalo alla marina statunitense, all’esercito americano, all’industria bellica, che in Sicilia può tranquillamente fare ciò che vuole, quando anche una certa politica va a fare un decreto un mese prima delle elezioni, perché poi di fatto, così è stato. Comunque, continueremo a lottare perché la legge venga rispettata ed il limite dei 6 Volt/metro sia tenuto nel debito conto“.

Giuseppe Notaro

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Tokyo non dovrebbe più essere abitata. L’appello di un medico giapponese
Scritto Da Roberta Ragni

Creato 22 Luglio 2014

Tokyo non dovrebbe più essere abitata e bisogna evacuarla. È la ferma convinzione di un medico giapponese, che mette in guardia i residenti sulla contaminazione radioattiva causata dall’incidente nucleare dell’11 marzo 2011 avvenuto alla centrale di Fukushima Daiichi, in seguito a un terremoto e a uno tsunami.
Lo fa nero su bianco, in un saggio indirizzato ai suoi colleghi dal titolo “Perché ho lasciato Tokyo?“, pubblicato nel bollettino dell’Associazione dei Medici di Kodaira. Si chiama Shigeru Mita e si è allontanato dalla città per riavviare la sua professione nel Giappone occidentale. Per lui Tokyo non è più sicura e, ormai da anni, è pericolosa seriamente per i bambini, per i loro genitori, e per chi nascerà in futuro.
Vorrei che i pazienti si recassero in luoghi più sicuri, ma la maggior parte delle persone vuole trasferirsi. Raccomando vivamente a tutti coloro che vivono nella zona a rischio di andare in un posto più sicuro almeno uno o due mesi l’anno. Incoraggio tutti coloro che vivono a Tokyo di effettuare le analisi del sangue il più frequentemente possibile“, spiegava in un’intervista il medico che, dopo 50 anni di attività, ha lasciato la clinica del padre per aprirne un’altra a Okayama.
Mita rileva anche che, negli ultimi 10 anni, aveva lavorato per convincere il governo municipale di Tokyo a distribuire pillole di iodio alla popolazione in caso di incidente nucleare. La sua preoccupazione era proprio che un terremoto protesse innescare un tracollo presso la centrale nucleare di Hamaoka. Tutte le sue richieste sono state respinte, con la scusa che non c’era motivo di aspettarsi un tale incidente.
Quando il disastro si è verificato – anche se in un impianto diverso da quello indicato – Tokyo non ha agito per proteggere la popolazione e non ha ancora preso alcun tipo di provvedimento. Tuttavia, sulla base di indagini del suolo, la contaminazione da radiazione è chiara anche nell’area metropolitana. E i livelli sono peggiori di quelli di varie parti d’Europa a seguito del disastro di Chernobyl.
Prima del 2011, a Shinjuku (la regione di Tokyo, che ospita il governo) si registravano solo 0,5-1,5 Bq/kg. Oggi, nella vicina Kodaira si arriva 200-300 Bq/kg. Tra i 23 quartieri di Tokyo, la contaminazione nella parte orientale è di 1000-4000 Bq/kg e di 300-1000 Bq/kg nella parte ovest. E la situazione sembra peggiorare, per via della pratiche urbane di concentrare i rifiuti solidi in piccole aree come le discariche comunali e gli impianti di depurazione.
Ecco perché, dice, i livelli di radiazione a Tokyo sono aumentati negli ultimi due anni. “Tokyo non dovrebbe più essere abitata, e … chi si ostina a vivere a Tokyo deve fare pause regolari in zone più sicure“, scrive il medico, convinto che le sorti dei giapponesi siano più che mai simili a quelle di ucraini e bielorussi.

Roberta Ragni

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